martedì 4 ottobre 2011

San Francesco e spot subliminale della Purina-Nestlè

Ma cosa c'entra San Francesco con il nuovo spot della Nestlè?
C'entra, c'entra. E' il patrono d'Italia e uno dei precursori del rispetto della vita animale sulla terra. Il primo "animalista" per così dire. Di sicuro sarebbe partito a testa bassa, per sollevare gli animi e arrivare a fatti concreti, di fronte a tale astuta manovra pubblicitaria.
La Nestlè  è l'azienda italiana che produce il marchio Purina e derivati, tipo Friskies, tanto per capirci, che rientrano a pieno titolo tra i prodotti No della lista free cruelty.
Ma a fianco delle sperimentazioni fatte sugli animali , la Nestlè lavora anche a braccietto con la Green Hill, filiale italiana della ciclopica Marshall Farm Inc. la più grande "fabbrica" di beagle destinati alla sperimentazione e vivisezione.
Come sempre cambiare si può e dipende solo da noi. Facciamo come novelli San Francesco, non acquistiamo più queste marche.

Green Hill
SHAC Stop Huntingdon Animal Cruelty

E tu vuoi davvero comprare per il tuo cane un prodotto Purina  Nestlè, alimentando così il mercato della "carne viva"? 

2 commenti:

  1. Non entro nel merito di Nestlè e il cruelty free perché non conosco i dettegali e non sono in grado di giudicare (mi informerò). Ma per quanto riguarda lo spot credo, che non si tratti di messaggi subliminali, anche perché dovrebbero essere vietati, almeno per l'uomo, quanto piuttosto di riflessi condizionati. Anche io avevo pensato ai messaggi subliminali, ma alla fine mi sembra un semplice e banale riflesso di tipo pavloviano (il campanello che suona sempre in coincidenza col nome e questo nome ripetuto più volte, apparentemente senza motivo sintattico)

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  2. Il discorso non è quello del messaggio più o meno subliminale, ma solo legato ad una ditta che vuole propagandare in un modo o nell'altro i propri prodotti, che nascono sulla pelle di altri cani!

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