giovedì 18 agosto 2011

"Guarda che se non fai il bravo ti porto da Caesar Millan!"

"Guarda che se non fai il bravo ti porto da Caesar Millan!" 

a volte mi scappa di dire questa frase al mio cucciolo e, detta con il tono giusto, funziona!
Ho visto solo alcune puntate del comportamentalista cinofilo di "Dog Whisperer" ed i metodi utilizzati mi sembrano davvero inadeguati per i cani. 
Mi spiego meglio. la filosofia che sta alla base del Millan-pensiero è che "lui è il capo branco" per cui tutti i proprietari di cani, che vengono chiamati padroni, devono imporre la propria autorità sul cane, in qualità appunto di capo-branco. 
Il cane è intimamente legato al lupo e ne ha tante caratteristiche. Ma non dobbiamo dimenticare che si staccò da branco per vivere con l'uomo, lavorando per lui.
Il lavoro del cane è sempre stato apprezzato dall'uomo e lo è ancora tutt'oggi in certi casi. Certo i  nostri cani che vivono in appartamento ed in giardino, il cui desiderio primario è il parco, non sono più assimilabili ai cani da lavoro, ovvero di quelli che svolgevano una funzione ben precisa nell'ambito familiare.
Il metodo che Millan adotta - essendo coercitivo - è quello che applicavano i nostri antenati sui propri cani, alla pari di quello che applicavano con cavalli, somari, mucche e pecore.
E' evidente che oggi il cane, che vive con noi, che non lavora - nel senso stretto della parola, non può essere trattato alla pari del cane pastore che raduna il gregge. Il nostro cane va educato, non certo sottoposto a scossoni, tirate per il collare, per non dire di peggio.
Il cane che vive con noi viene condotto sui giusti comportamenti, proprio dal rapporto che ci lega. Il punto a volte è che il rapporto non è reale e non si può trattare il cane come il collega antipatico che dobbiamo tollerare. 


Inoltre noi non siamo lupi...in senso stretto!

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